venerdì 2 dicembre 2011

Focaccia alle Zucchine e Pinoli




INGREDIENTI
Per la pasta:
500 grammi di farina 00
Lievito fresco, cubetto per mezzo chilo
Acqua
Sale
Olio d’oliva extravergine, basta un filo per tenere morbido l’impasto che faremo

Per le zucchine e pinoli:
3 zucchine medie
1 spicchio d’aglio
4 foglie di salvia
1 cucchiaio circa di pinoli
Prezzemolo fresco, 2-3 rametti
Olio d’oliva extravergine
Sale, pepe
1½ dl vino bianco da cucina

50-60 grammi di Parmigiano Reggiano
Burro per ungere la teglia del forno


Preparazione:


In una ciotola preparare l’impasto per la focaccia.

Sciogliere il lievito fresco in una pentola piccola con un po’ d’acqua tiepida. In una ciotola versare la farina, il sale, un filo d’olio d’oliva e il lievito sciolto. Iniziare a mescolare o a mano o con l’apposito mixer aggiungendo tanta acqua quanto basta per comporre un’ impasto consistente. Controllare che sia salato bene. Lavorare per almeno 10 minuti poi coprire con un tovagliolo di cucina e lasciar riposare almeno 1½. Sarà pronto quando avrà questo aspetto: 



Lavare e tagliare le zucchine a fette da 0.5 cm circa.
Tritare finemente il prezzemolo. Lavare la salvia ed asciugarla.

Prendere una padella con fondo antiaderente e versarci un filo d’olio. Accendere la piastra a fuoco medio. Schiacciare l’aglio con l’apposito oggetto e aggiungerlo all’olio. Lasciare friggere qualche istante aggiungendo la salvia e il vino. Continuare per qualche minuto fin che sia essiccato a metà.

Ora aggiungere le zucchine, il prezzemolo tritato ed i pinoli. Aggiustiamo con sale e pepe q.b. Saltare il tutto ogni tanto e controllarne ancora il gusto. Se necessario(il fondo della padella secco) aggiungere una spruzzata di vino. Togliere dalla piastra quando le zucchine risultano ancora croccanti.


Preparazione della focaccia

Scaldare il forno a 180º

Ungere la teglia del forno con un po’ di burro
Togliere la pasta lievitata dalla ciotola con l’aiuto d’una spatola di plastica versandola in mezzo alla teglia. Spolverare la superficie con tanta di farina in mode che non appiccichi più perche lavoreremo con il mattarello di legno. Stendere ora l’impasto iniziando dall’centro verso gli angoli. affinché sia ovunque dello stesso spessore.

Incidere con la punta d’un coltello dei tagli lungo la diagonale ogni 5 cm.
Mettere nel forno –in basso - per 5 minuti circa per far si che aumenti d’altezza. Dopo di che toglierla dal forno, aggiungere l’ingredienti messi da parte, un filo d’olio extravergine e un’abbondate spolverata di parmigiano reggiano. Rimetter nel forno per altri 15 minuti. Controllare che il fondo sia ben cotto.

giovedì 1 dicembre 2011

Parmigiana di Zucchine (Progetto slow food)




INGREDIENTI

4-5 Zucchine medie
50 gr. burro
100 gr di farina per la bechamel
150 gr di farina per la pastella
750 ml di latte
Noce moscata
1 Mozzarella
Passata di pomodoro fresca da 6-700 grammi

1 spicco d’aglio,
½  cipolla,
1 rametto di prezzemolo fresco
2-3 foglie di basilico fresco
Sale, pepe e olio d’oliva extravergine
150 grammi di Parmigiano Reggiano
1 litro d’olio di semi di Girasole
1 cucchiaio piccolo(da Tè) di zucchero

Per il sugo
1 spicco d’aglio,
½  cipolla,
1 rametto di prezzemolo fresco
2-3 foglie di basilico fresco
Sale, pepe e olio d’oliva extravergine
1 cucchiaio piccolo(da Tè) di zucchero

Preparazione
Tagliare la mozzarella a cubetti da 1 cm circa.
Soffriggere l’aglio e la cipolla in un filo d’olio, è a cottura dorata togliere dal fuoco e versare il tutto in un piattino.
Prendere una padella con fondo antiaderente e versarci un filo d’olio. Accendere la piastra a fuoco medio perche l’olio non deve assolutamente bruciare.
Ora aggiungiamo la passata fresca con 1 dl d’acqua del rubinetto ed il soffritto. Aggiungere sale e pepe, 2-3 foglie di basilico ed un rametto di prezzemolo e lo zucchero.
Rimettere la padelle sulla piastra a fuoco medio e chiudere con il coperchio. Cuocere per 1 ora circa mescolando ogni tanto.
Nel frattempo lavare le Zucchine ed asciugarle. Tagliarle lungo la lunghezza in fette da 0.5 cm circa. Poi metterle in un scolapasta, salarle e lasciarle da parte 15 min.

Preparare la pastella con i 150 grammi di farina, acqua e sale: Attenzione, non deve essere ne troppo densa ne troppo liquida  
Dopo di che prendere una padella per friggere con fondo antiaderente e versarci il litro d’olio di girasole(le Zucchine devono galleggiare). A temperatura adatta iniziare a friggere le fette di Zucchine precedentemente tinte nella pastella  in modo ben dorato su ciascun i lati girando con la forchetta. Poi sollevare la fetta con la forchetta, far scolare un attimo l’olio e appoggiarla su la carta da cucina.

A termine di questa procedura – dopo aver fritto ogni fetta – lasciarli  riposare sulla carta in modo che l’olio venga assorbito bene.
Il sugo sarà pronto quando la superficie risulterà ben compatta mescolando con il mestolo di legno, appunto, dopo 1 ora circa.

Prepariamo la bechamel:

In una padella media versare il burro e farlo scaldare a fuoco basso: Attenzione,  non deve bruciare Dopo di che iniziare a spolverare la farina con un setaccio finissimo sotto il burro mescolando bene con il frullatore elettrico in modo che non faccia grumi(se la temperatura della piastra risulta troppo calda, abbassare) Aggiustare con sale e una spolverata di noce moscato. Poi aggiungiamo poco a poco il latte continuando a mescolare fin che otteniamo un composto bello denso.

Ora prendiamo una pirofila di vetro con misura 28cm x 20cm circa e iniziamo con i strati in questa cronologia: Coprire il fondo della pirofila con un po’ di bechamel. Poi uno strato di Zucchine, altra bechamel(non coprirle completamente) un po’ di sugo, una spolverata di parmigiano, qualche cubetto Mozzarella fino ad esaurimento scorte. Per ultimo coprire completamente con la bechamel.

Inserire la pirofila nel forno pre-scaldato a 200-210 º per 30 minuti circa

Reisebericht Segeltörn Mai 2011






Sehr geehrte Leser. Mit Freude berichte ich von meinem ersten Segeltörn überhaupt:) Einige Fotos findet ihr hier

Vorbereitung für den Smut(Schiffskoch).
7 Sachen, Küchenutensilien und die Einkaufsliste einpacken — man is(s)t ja schliesslich 6 Tage auf See.
Schiffsknoten? Muss man dazu was wissen? Ohh ja! Es gibt ja nicht die ganze Zeit über was zu futtern,
und wenn Wind angesagt ist, hilft jeder mit: Die wichtigsten Knoten sind:

- Der Pahlstek (Zum befestigen der Segel, an einem Pfahl etc.)
- Der Webeleinstek(Zum festmachen beim Abschleppen)
- Der Kreuzknoten(Verbinden zweier gleichstarken Schoten “Seile”)
- Der Schotstek(Verbinden zweier ungleichstarken Schoten)
- Das Babeli(In Dialektdeutsch weil dem Skipper die richtige Bezeichnung entflog.)

Erster Tag Samstag 21.5.

Treffpunkt 06:15 in Cureglia(Smut abholen).

Abreise nach Marina di Salivoli, ungefähr 3 Km von Piombino. Ankunft im Hafen circa 11:30 Uhr - wunderschönes Wetter bei 30 Grad.
Bis zu diesem Zeitpunkt wusste ich noch rein gar nichts vom Segeln, diesem Fieber und purem Luxus(Junge Junge, was waren da für Dinger angelegt). 

Während der Skipper die Hafenformalitäten erledigte war es meine Aufgabe im Hafen nach einem Karren für das Gepäck zu suchen, was auf so einem grossen Gelände kein leichtes Unterfangen war. Gesagt, getan und die erste Ladung(Prallvolle Taschen, Navigationsgerate, Küchen-Utensilien, Laptop,
Kaffeekanister, Schwimmflossen etc.) Richtung Boot stossen.

Und da war es also, die GIMLI, ein 34-Füsser oder (ft: 3 -10%) 10.36 Meter. Ich dachte mir, aha nicht schlecht, auch wenn mich primär mein Arbeitsplatz interessierte. Also das Gepäck über die schmale Gangway auf das Deck rüber bringen während der Skipper schon die Kajüten zugewiesen hatte. Meine war sinnvollerweise direkt bei der Kombüse doch, Achtung! Eindeutig nichts für den der unter Klaustrophobie leidet, sei es in Breite wie in Höhe.

Anschliessend war Einkaufen für die nächsten Drei Tage angesagt, da muss man den Platz im Boot schon vor Augen haben, sind doch die Verstaumög1ichkeiten limitiert: der grösste Verstauraum war der Kühlschrank, so als Anhaltspunkt. Nach getaner Arbeit(Verstauen sämt1ichen Materials) bemerkte der Skipper einige Segelboote auf See mit vollen Segeln, au backe, das hiess er wollte schon raus. Es war nachmittags um 15 Uhr und ich hatte noch nie im Leben…auf jeden Fall musste ich zum Bug des Schiffes und auf Kommando des Skippers ein Tau von insgesamt dreien, lösen, den Mooring.

Nachdem die anderen Mitglieder der Crew auch die Taue von der Schotklemme lösten ging’s mit etwa 3 Knoten(kts * 2 -10%) aufs offene Meer hinaus, coool!! Schnell noch helfen die Segel hissen, eine erste Brise frischen Windes geniessen und schon machte ich mich an die Arbeit für die Speisen. Das war auch schon meine erste LiveProbe auf hoher See in einer kleinen Kombüse. Lasagne al Ragù und Tiramisu al Peperoncino(alles Hausgemacht) waren angesagt. Live-Probe weil’s doch heftig zu und her ging beim Arbeiten, ein Mix aus schwankendem Schiff, wellenartigem Horizontverlauf durch die Luken schauend, und stetig steigender Hitze, hatte ich doch einen Gasherd zur Verfügung. Nach zwei Stunden „Sailing“ war der Wind vorbei aber die Gesichter zufrieden. Zurück im Hafen ging’s zur Duschprozedur über mit anschliessendem Aperò. Das Abendessen wurde allerseits gerühmt und bei einem Glas Weisswein liess man den Abend ausklingen.

Zweiter Tag, Sonntag 22.5.
Nebenbei erwähnt, das Schlafen bereitete mir soweit keine Probleme.
Die anderen Crew-Mitglieder waren Siebenschläfer, ich war immer der Erste auf Deck und so kümmerte ich mich um das Frühstück aus Kaffee, vorzugsweise Wurstwaren und Käse.
Abfahrt Richtung Capraia, im Toskanischen Archipel. Leider herrschte von nun an Windstille. Das Meer war ruhig, seine Oberfläche glatt wie ein Spiegel. Ueberfahrtszeit etwa 6 Stunden. Keine besonderen Vorkommnisse. Gegen die Mittagszeit gibt’s Insalata Caprese, Bruschette und halbe Eier mit Sardinenfüllung. Ich übe die wichtigsten Knoten, ab und zu lässt mich der Skipper ans Steuer — mit dem Motor sind wir mit 5-6 Knoten unterwegs. Am späten Nachmittag Einfahrt in Marina di Capraia Isola(der Hafen). Die Hafengebühr betragt. € 28.- Es hat wenig Boote da der Tourismus erst die Woche drauf beginnt. Ich halte Ausschau nach Fischerbooten, aber man sagt mir die laufen nur frühmorgens aus. Zum Abendessen gibt’s Tagliatelle ai Scampi und Melone in Marsala Sauce, mit Kompliment seitens der CrewMitglieder. Nach dem Abendessen genehmigen wir uns einen Spaziergang zu den Aussichtspunkten und ein Glace an der Bar nebenan. Die Nacht verläuft ruhig und ich denke mir wieder: Das ist nicht für Jedermann, diese Kajüte, diese Sardinenbüchse. Morgens, nach Bad und Dusche - € 4.- möchte ich warten, ob eventuell Fischerboote einlaufen, doch die kommen erst viel später.
Dritter Tag, Montag 23.5.
Nach lösen des Murings(oder Mooring) geht’ s weiter nach Korsika, Port De Macimaggio südöstlich vom Kap Corso, Überfahrt circa 4½ Stunden. Das Meer ist immer noch Spiegelglatt und wir hoffen auf irgendeine Sichtung Meerestiere. Da die Kombüse halb im Sonnenlicht steht, brennt’s mir schon deftig auf die Schultern. Ich bereite kleine Happen für den ,,zmittag” vor: Ravioli ripieni con Ricotta, Pinoli e Basilico al Sughetto di Triglie. Der Trimmer(der, welcher die Segel optimiert, wenn es denn Wind hätte) nimmt mich zum Knotenbinden und kleine Segelkunde unter seine Fittiche.
Ankunft in Port De Macinaggio. Da ich schon seit Stunden dringend aufs Klo muss(Die WC-Anlage im Boot stinkt fürchterlich) helfe ich schnell mit dem Schiffshaken das Muring-Tau aus dem Wasser zu fischen, die Gangway an Land zu befestigen und bewege mich eilends Richtung öffentliche Anlagen; die sind aber nicht besser! Das wird noch die ganze Reise über so sein - ausser im Hafen von Marina di Salivoli und Porto Ferraio -, lassen die WCs und Duschen wirklich zu wünschen übrig.
Andere Inseln, andere Begebenheiten sowie Produkte. Korsika hat ein fantastisches Kastanien-Bier und super Trockenfleisch — mehr kann man in einem Abend und zu Fuss nicht erkunden. Die Korsen sprechen ein Dialekt gemischt mit Französisch, man versteht kein Wort. Was wir gesehen haben sind freundliche Einwohner, die Preise akzeptabel. Die Hafengebühr, die sich von Hafen zu Hafen nicht immer nur auf die Bootslange bezieht, kostete hier € 34.-.
Da, rund um den Hafen, einige Laden offen hatten, machen wir noch die wichtigsten Einkaufe. Zum Abendessen gibt’s Kalbskotelett (grosse Stücke und gut gelagertes, rotes Fleisch) im Ofen mit Kartoffeln, und zum Dessert Ananas-Schnitten in Grappa Sauce. Die Komplimente hatte ich schon erwähnt, richtig? :--) Während der Mahlzeit gesellt sich die Hafenkatze zu uns und alle schmeissen ihr die Knochen hin.. . lecker..
Die Nacht verlief ruhig und da ich wie gesagt Frühaufsteher bin, kümmere ich mich um frisches Brot für den “zmorge”. Mooring lösen und weiter geht’s nach Bastia, die ex-Hauptstadt Korsikas.
Vierter Tag, Dienstag 24.5.
Bevor wir in Bastia einlaufen(Überfahrt 2½ Stunden circa), Hafengebühr € 35.-, setzen wir den Anker in einer kleinen Bucht. Die Leute haben Lust auf Schnorcheln und ein Bad im doch kühlen Meer. Wusste auch nicht, dass die Ankerkette 50 Meter lang ist. Doch war es kein leichtes Unterfangen bis sich der Anker in den Meeresboden krallte, weil er einen Spitz hatte und nicht drei Haken wie sonst üblich. Nach dem kühlen Bad und der Dusche mit einem biologisch abbaubarem Shampoo, war Siesta angesagt. Hatte ich nur die Fischerrute mitgenommen!!!
Wir laufen in Bastia ein und ich muss sagen, die zweitgrösste Stadt mit über 40’000 Einwohnern, wirkt! Direkt am Hafen, die Kirche. Charakteristisch die beiden Leuchttürme in rot und grün welche mit den speziellen Hafenbedingungen für die Navigation zu tun haben. Und man höre und staune, es gibt hier endlich Fisch1äden. So unternehmen wir zu Fuss einen Rundgang, und genehmigen uns einen Aperitif. Die Gebäude in der Innenstadt scheinen fast auseinander zu fallen, ist Bastia doch eine alte Burg-Stadt. Bei einem Haus, sind die WC-Häuschen an die Aussenmauer gebaut worden.
Da wie gesagt noch keine Saison ist, sind die Strassen, Restaurants und Bars auch relativ leer. Eine Bar hinter dem Hafen bietet 27 diverse Rumsorten an: die Häppchen dies zum Apero‘ gibt, sind fein duftend. Im nahegelegen Crai Supermarkt, kaufen wir für die nächsten Tage ein. Da wir keinen Fisch finden, entscheidet sich die Mehrheit für Poulet so gross wie die aus der Brianza(2.3 Kilo das Stück) und weil die Crew immer Riesenhunger hat, nehmen wir
gleich zwei davon(hoffentlich passen die in den Ofen).

Zur Kombüse gibt’s so viel zu sagen, dass nicht nur der Herd mit Gas betrieben wird sondern auch der Ofen, und das gibt herrlich dunkelbraune und trockene Fleischkrusten. Links neben dem Herd befindet sich der Kühlschrank in Form einer Truhe, was eine bequeme Arbeitsfläche ist. Weiter in L-Form gelegen sind die beiden Lavabos oder Schüttsteine, welche mit zwei 100 Liter Wassertanks in Trab gehalten werden. Unterhalb der Schüttsteine gibt’ s zwei Verstaumöglichkeiten. Aber ich muss schon sagen, es ist unglaublich was auf so einem Boot alles verstaut werden kann.
Als Zutaten zum ,,znacht” (4 Riesenhälften im Ofen getürmt) gibt’s ein feines ,,Rotwi-söseli mit Zwibelring und Suhrrahm”, hausgemachtem Kartoffelsalat und rohes Gemüse mit Dip Sauce.
Sie danken es mir mit einem Applaus <;-)) und einem Händedruck mit der Bekräftigung: ,,tony du bisch de richitg maa fiir da job”
Was soll man da noch ergänzen, es sind unvergessliche Momente.
An nächsten Morgen geht der Frühaufsteher wie üblich Croissant holen, diesmal aber mit dem Skipper weil die Bordkasse in seinen Händen ist: Es wird ENDLICH Fisch gekauft. Einen Brocken Seeteufel und Riesenkrebse, juhui.
Fünfter Tag, Mittwoch 25.5.
Weiter geht’ s nach Isola D’Elba, Zielhafen Porto Ferraio. Überfahrtszeit circa 6½ Stunden. Nach etwa einem Drittel Fahrt, kommt endlich wieder Wind auf sodass wir die Segel hissen können. Doch die Freude dauert nur 45 Minuten, aber immerhin. Wir hoffen immer noch auf die Sichtung irgendeines... und da sieht doch der Skipper tatsächlich einen Delphin weit vor uns auf und auftauchen. Sofort herrscht helle Aufruhr, man ist sich nicht sicher und holt den Feldstecher zu Hilfe. Und Tatsächlich, es ist ein Delphin, doch er lässt sich nur zweimal zeigen bis... er blitzschnell unter unserem Bugschaum auftaucht und gleich wieder verschwindet. .das war’ s dann auch schon. Wir vernehmen dann von Deutschen Seglern in Porto Ferraio, dass sie sogar einen Wal mit einem Wal-Baby gesichtet haben wollen, nur hatten sie keine Zeit mehr das Ereignis zu filmen.
Der Rest der Reise verläuft wieder ohne Wind, gut verbraucht das Boot wenig Diesel(Eine Tankfüllung zu € 150.-).
Zur Stillung des Hungers zwischendurch, etwas ,,Affetato misto”, Oliven im Peperoncino und Knoblauchbrot mit Olivenöl und Origano.
Wir Steuern Isola d’Elba, zwischen Ligurischem und Thyrrenischem Meer gelegen, an. Der Skipper entscheidet, die Nacht in einer Bucht nahe Acquaviva zu verbringen, 2 Stunden vor Porto Ferraio. Das Ankersetzen bereitet wieder Probleme, diese Spitzanker sind nicht so das Wahre. Nach drei Versuchen krallt er sich endlich fest und wir können getrost schnorcheln gehen im kühlen Wasser. Am Strand sehe ich mit dem Feldstecher zwei Restaurants, aber sie sind noch geschlossen. Links und rechts der Hügel haben sich die Einwohner coole Plätze für ihre Häuser ausgesucht(In dieser Bucht, das Foto vom Sonnenuntergang!)
Es ist Zeit für das Abendessen: Rana pescatrice infarinata nel forno(con fette di limone, vino bianco e spezie), Gamberoni con pomodori Cherry, aglio olio e peperoncino(mmh, was für ein Fond für das nächste Menu)
Diese Nacht verläuft nicht so ruhig. Der Skipper traute dem Anker nicht und wachte jede Stunde auf, und weil die Wellen die ganze Zeit über ans Boot schlugen, war nicht viel mit Schlafen. Nach lichten des Ankers — die Besorgnis des Skippers war unbegründet -, steuern wir Port Ferraio an.

Sechster Tag, Donnerstag 26.5. 

Anlegen an Porto Ferraio, Hafengebühr € 35.-, Chip fürs Wasser und Strom € 10.-. Ich muss wieder dringend aufs Klo(weiss gar nicht, wie ich das immer aushielt). Duschen und rasieren und(Alles für € 2.-), sehr saubere Anlage. Wir entscheiden in einer Bar zu frühstücken, mit einem richtigen Cappuccino, und, und, und. Der Anlegeplatz befindet sich direkt an der Hafenstrasse. Wir sind direkt in der letzten Kurve die den Verkehr zum Zentrum führt.
Zum Glück hat es tagsüber noch nicht viele Leute. Da dies der letzte Tag ist, mieten wir ein Auto für € 55.- und umfahren die Insel!. Elba ist ja der Ort den Napoleon als Exil wählte, wenn auch nur für kurze Zeit. Es gibt also ein Museum, Gedenktafeln, Burgen, und die zwei Villen Napoleons.

Eine Attraktion ist auch die ,,Cabinovia” die von Marciana auf den Monte Capanne(1019 m.ü.m) führt, man steht zu zweit in einer Kabine zu € 18.- Hin-, und Rückfahrt. Dort oben brennt die Sonne besonders, aber die Aussicht hat sich gelohnt. Weiter geht’ s zu diversen Stränden wo wir uns auch ein Bad und ein Bierchen genehmigen(den Staub runterspülen). Herrlich die ,,Macchia” in all ihren Farben und Düften entlang der Umfahrung. Wir waren also praktisch den ganzen Nachmittag unterwegs, etwas müde aber zufrieden. 

Zurück in Porto Ferraio, hatten wir noch Zeit für Souvenirs, Foto Sessions von mächtigen Segelschiffen, Impressionen des Zentrums, Aperitif etc. Ich liess die anderen an der Bar und bewegte mich Richtung Kombüse für’s letzte Abendessen: Spaghetti (vorweg getrocknet), mit der Fischsauce von gestern und Korsischem Pecorino.
Da wir ja, wie bereits erwähnt, an der Hafenstrasse angelegt haben, gab es abends doch viel Bewegung in den Bars und Restaurants. Eine Bar hatte ausserhalb den Beamer montiert und auf der Grossleinwand wurden Musikvideos projiziert. Nebenan hing eine Gruppe Halbwüchsiger rum, diskutierten und lachten. Neben unserem Boot hatte es noch Anlegeplätze frei und so kamen dauernd Leute mit ihren privaten Gummibooten an Land, um sich Richtung Nachtleben zu bewegen. Und irgendwann sind wir dann doch eingeschlafen. 

Siebter Tag, Freitag 27.5

Am Morgen danach ging’s noch heftiger zu und her, da ein Schulbus nach dem anderen die Schüler aussteigen liess, wie in einem Busterminal. Ja, und langsam aber sicher ging’s schon wieder ans zusammenpacken, ordnen der persönlichen Sachen und weiter nach Marina di Salivoli. Überfahrtszeit 2 ½ Stunden.
Wir sahen schon vom Hafen aus, dass draussen die Boote segelten und so bereitete sich jeder auf seine Aufgabe vor: rutschfeste Schuhe, Handschuhe und in Position. Es war volles Segeln wie anfangs der Reise, echt cool. Ich durfte dann auch etwa eine halbe Stunde ans Ruder. Aber es war gar nicht einfach das Boot auf Kurs zu halten, irgendeinen Punkt am Festland zu fixieren und drauf zu steuern, aber es machte Riesenspass.

Ja, in Marina di Salivoli angekommen, ging’s definitiv ans Zusammenpacken. Die letzte Nacht auf dem Boot. Das Abendessen nahmen wir im Hafen von Piombino ein, in einem versteckten Restaurant abseits der Touristen. Sie tischten 8 diverse Fisch-Vorspeisen auf, dass man schon satt war. Sardinenfilets im Essig, gegrillten Tunfisch, Meeresschnecken, gegrillte ganze Sardinen, Sankt Peter Filets, frittierte Stör Stücke, Schwertfisch, vom letzten hab’ich den Namen nicht mitbekommen, war aber auch frittiert. Als Hauptspeise, eine geniale Fischsuppe, buohhhhh. Anschliessend ging’s ins Nachtleben, es hatte viel Live-Musik im Zentrum und dementsprechend Leute.

Es war ein unvergessliches Erlebnis für mich, dass nach mehr schmeckt. Aber immer eins nach dem anderen

giovedì 24 novembre 2011

Parmigiana di Melanzane (Progetto slow food)



(Versione non vegetariana)

INGREDIENTI
6 etti di Melanzane
1 Bufala
120 grammi di Parmigiano Reggiano
1 litro d’olio di semi di Girasole

Per il sugo
Passata di pomodoro fresca da 6-700 grammi
(San Marzano interi o a cubetti)
Qualche osso oppure una una costina di vitello x il sugo(questo tipo di carne da un gusto particolare)
1 spicco d’aglio
½  cipolla
1 rametto di prezzemolo fresco
2-3 foglie di basilico fresco
Sale, pepe e olio d’oliva extravergine
1 cucchiaio piccolo(da Tè) di zucchero

Preparazione
Tagliare la bufala a cubetti da 1 cm circa.
Soffriggere l’aglio e la cipolla in un filo d’olio, è a cottura dorata togliere dal fuoco e versare il tutto in un piattino.
Sciacquare la carne sotto l’acqua calda scorrevole per pulirla un attimo. Asciugarla con tovaglioli da cucina(rotoli bianchi).

Prendere una padella con fondo antiaderente e versarci un filo d’olio. Accendere la piastra a fuoco medio perche l’olio non deve assolutamente bruciare. Aggiungere subito la carne e se il fuoco risulta troppo alto abbassare la temperatura. Cuocere la carne 1-2 minuti su ogni lato in modo che faccia una crosta dorata. Dopo di che togliere dal fuoco e aspettare un attimo fin che si abbassa la temperatura.

Ora aggiungiamo la passata fresca – meglio se a cubetti – con 1 dl d’acqua del rubinetto ed il soffritto. Aggiungere sale e pepe, 2-3 foglie di basilico ed un rametto di prezzemolo e lo zucchero.

Rimettere la padelle sulla piastra a fuoco medio e chiudere con il coperchio. Cuocere per 1 ora circa mescolando ogni tanto.
Nel frattempo lavare le Melanzane ed asciugarle. Tagliarle lungo la lunghezza in fette da 0.5 cm circa. Poi metterle in un scolapasta e salarle. Lasciarle da parte 15 min.

Dopo di che prendere una padella per friggere con fondo antiaderente e versarci l’olio di girasole coprendo appena il fondo della padella (non devono galleggiare nell’olio). A temperatura adatta iniziare a friggere le fette di Melanzane in modo ben dorato su ciascun i lati girando con la forchetta. Poi sollevare la fetta con la forchetta, far scolare un attimo l’olio e appoggiarla su la carta da cucina. 

A termine di questa procedura – dopo aver fritto ogni fetta – lasciarli a riposare sulla carta in modo che l’olio venga assorbito bene. 

Il sugo sarà pronto quando la superficie risulterà ben compatta mescolando con il mestolo di legno, appunto, dopo 1 ora circa.

Ora prendiamo una pirofila di vetro con misura 28cm x 20cm circa e iniziamo con i strati in questa cronologia: Coprire il fondo della pirofila con un po’ di sugo(le Melanzane non devono essere coperte del tutto). Poi uno strato di Melanzane, un po’ di sugo(non coprirle completamente) qualche cubetto di Bufala ed una bella spolverata di Parmigiano fino ad esaurimento scorte. 

Inserire la pirofila nel forno pre-scaldato a 180-190 º per 30 minuti circa.